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1489 1489 Non ci si sarebbe potuta presentare una meta di viaggio più opportuna del Madagascar: un crogiolo di diverse culture e influenze dalla Polinesia, dall’Africa, dall’Araba e dall’Europa e con questo un esempio reale e funzionante di convivenza pacifica di più di 24 milioni di persone con 18 origini diverse! Nonostante l’estrema povertà gli abitanti del Madagascar sono ospitali, orgogliosi e pieni di gioia di vivere. O proprio per questo? Da milioni di anni la quarta isola più grande della terra nuota come frammento del supercontinente Gondwana “a destra, in basso, vicino all’Africa”nell’Oceano Indiano. In completo isolamento si è sviluppato un mondo unico di flora e fauna. Creature buffe, graziosi camaleonti preistorici, coccodrilli sacri e divertenti lemuri vivono in questo paradiso tropicale: insomma un superlativo dopo l’altro! Cap Est è il punto più orientale del Madagascar. Coperta dalla foresta pluviale, tropicale, sempre verde e attraversata da innumerevoli affluenti, la penisola nell’Oceano Indiano è una delle regioni più solitarie e difficili da raggiungere del paese. Per questo quindi una delle più affascinanti! Uragani imperversano qui con una triste regolarità e lasciano quindi segni di devastazione. Da dicembre a marzo in alcuni luoghi cadono fino a 5000 millilitri di pioggia! Umidità e caldo: proprio questo è l’ambiente amato dalla zanzara Anopheles che cova a più non posso negli impenetrabili boschi di mangrovia. Nel periodo delle piogge i villaggi dei pescatori sono separati del resto del mondo ed eventualmente difficilmente raggiungibili solo con delle imbarcazioni. Sulle piste scivolose di fanghiglia non si riesce ad andare avanti. Si sa però che i percorsi più difficili conducono ai luoghi più belli. Non è quindi logico il desiderio di esplorare Cap Est con la moto non appena il terreno sia di nuovo asciutto? Inoltre noi abbiamo qui ancora un conto aperto che vogliamo saldare. Con l’obiettivo Cap Est, Herbert e io eravamo già stati nel 2012 sulla Costa della Vaniglia, ma condizioni avverse ci costrinsero allora a tornare indietro. La mia relazione di viaggio terminava con la frase: una delle risposte alla domanda perché si viaggia potrebbe essere:“Per portare nel cuore un luogo in cui prima o poi si vuole tornare”. PERCHÉ IL MADAGASCAR?

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